Gestire i social: i 3 peggiori nemici dei miei clienti

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Le tre cose che mi hanno dato, e mi danno ancora oggi, più problemi nel mio lavoro di social Media Manager sono 3.
La gestione delle password, la mania di perfezionismo e il confronto indiscriminato dei miei clienti con chi considerano migliore di loro.

Se per le password si arriva sempre a trovare una soluzione (o quasi), per gli altri due c’è da fare un notevole sforzo e un cambio di prospettiva per evitare che diventino dei muri insuperabili. La mania di perfezionismo, quando si tratta di lavoro, può diventare un buco nero che prosciuga la voglia di fare qualunque cosa.
Mentre per arginare il confronto con gli altri è necessario fare un grande sforzo di volontà e lavoro su sé stessi. La bella notizia è che quando si tratta di lavoro, il confronto può essere gestito e ingabbiato da regole precise.

Ma partiamo con la prima bestia nera!

La gestione delle password

Sembra davvero banale ricordarlo, ma i problemi più grossi che ho incontrato nel gestire nuovi clienti sono proprio le password.

Facciamo un esempio pratico.
Se hai assunto un Social Media Manager per gestire i tuoi social devi dargli l’accesso a quello che si chiama Business Manager.
Se non l’hai mai impostato dovrai farlo, o dovrà farlo il SMM per te. Per farlo, collegando la pagina Facebook e l’account Instagram, ti servono le password del tuo profilo personale di Facebook e quella di Instagram.
Non te le ricordi? Allora dovrai recuperarle per mail.
Non ti ricordi quale mail? Male.
Ti ricordi la mail ma non la usi più e per entrarci ti sei dimenticata la password? Male male.

Male perché a volte si recupera tutto in pochi minuti, ma a volte ci vogliono dei giorni. E se a questo aggiungiamo l’autenticazione a due fattori, i bug di Meta (perché Facebook non ne fa una giusta mai!), allora può diventare tutto davvero un incubo.

Quindi segnati sempre tutte le password che crei, che sia con Google Password Manager o un quaderno, e non rimandare!
“Me la scrivo dopo” e “me la ricordo di sicuro” sono due cose che non farai quasi mai.

La mania di perfezionismo

La cosa che mi sento dire più spesso quando si registrano video o si fanno foto per i canali social è: ”Qui c’è una luce di m***a!”, “Gli sfondi fanno schifo”, “Non si riesce a fare un foto decente qui”. A volte è vero, e c’è poco da fare. A volte si tratta di una mania di perfezionismo che non ci si può proprio permettere di avere.

Ci sono due cose importanti di cui tenere conto: se si aspettano sempre le condizioni perfette allora non ci si muove mai, e finisce che un profilo rimane “vuoto” per una settimana, che poi facilmente diventano due e poi tre, cosa che non va mai bene.

E un’altra è che per avere le condizioni perfette, o quelle che più ci si avvicinano, bisogna avere il budget.

Hai i soldi per il Social Media Manager, il fotografo e il grafico? No? E allora devi fare con quello che hai. Perché difficilmente una sola figura avrà tutte queste competenze al massimo livello. E se anche le avesse, quanto ti costerebbe?
L’investimento che fai sulla gestione dei social deve rientrare in un business plan ragionato, e se fare un reel, tra tempo e Social Media Manager, ti viene a costare 300 euro, ne vale davvero la pena? Rientrerai mai di quei soldi?

In definitiva, abbandona la mania di perfezionismo, permettiti di sbagliare (a volte l’unica che se ne accorge sei tu) e buttati!

Il confronto indiscriminato

Guardare costantemente ai successi degli altri non farà altro che deprimerti. Oltre ad essere completamente inutile.
La cosa che mi sono sentita dire più spesso negli anni è stata: “Come fa ad avere più follower di me?”. Frase seguita da aggiunte variabili che vanno dal “non è giusto”, “io mi sbatto tanto”, “il mio profilo è più bello”.

E anche se provo a spiegare che:

  • se il competitor ha un bacino d’utenza più grande è normale
  • se il profilo competitor è più anziano è normale
  • se l’altro profilo fa campagne e tu no è normale
  • se l’altra ci mette la faccia e tu ti rifiuti è normale

mi scontro sempre con un muro di gomma di insoddisfazione e risentimento.

Non potrai mai essere oggettiva nel giudicare i traguardi degli altri. Non conosci che lavoro c’è dietro e non sai cosa c’è voluto per arrivarci. Quindi concentrati sui tuoi, di traguardi.
Datti degli obiettivi e misura il raggiungimento di questi obiettivi. E se non li raggiungi, cerca di capire perché e cosa puoi fare meglio.

Se non ti sei mai data degli obiettivi e hai sempre usato i social a caso, non puoi sapere se hai fatto bene o male. E confrontarti con gli altri diventa addirittura stupido.

E poi…li vuoi davvero tanti follower?
Avere 120.000 follower non si sposa con una gestione sostenibile dei social. Avere una community così ampia significa o che sei un grande brand con un potenziale pubblico internazionale, o che hai lavorato come influencer. Che è un lavoro a tutti gli effetti, che occupa intere ore di una giornata.
Hai tempo per farlo? Se non hai tempo, hai i soldi per delegare parte di questo lavoro da influencer? No? Allora smettila di lamentarti e concentrati su te stessa e il tuo lavoro.

È giusto fare un’iniziale panoramica dei tuoi competitor quando inizi a fare sul serio con i social. È giusto fare uno studio che ti permetta di capire come e dove si muovono gli altri e come risponde il loro pubblico.
Ma questo ti deve servire a scoprire il tuo, di pubblico. A definire i tuoi obiettivi. Dopo concentrati su quelli, non su un confronto indiscriminato che ti lascerà sempre depressa (chissà perché non ci confrontiamo mai con profili poco curati, che hanno pochi numeri e contenuti bruttini).

E succede anche anche, cosa che mi ripeto tutti i giorni, che a volte gli altri hanno più follower di noi, un maggior engagement o risultati che ci sembrano migliori perchè semplicemente…sono più bravi di noi!
E allora non resta che diventare più brave.

Però scrivetevi le password, per favore. In un quaderno è meglio. E cancellate quelle vecchie.

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